IL PIÙ BEL LAVORO DEL MONDO

By Michele Puccio | coach

Set 16

Oggi volevo solo fare una breve riflessione sul perché il mio, è il più bel lavoro del mondo.

Nell’ultimo periodo due persone del mio team hanno deciso di intraprendere nuove sfide professionali. Questi sono passaggi che non tutti vivono nello stesso modo.

In questi casi solitamente avverto due emozioni distinte. Da un lato c’è lo smarrimento per il senso di vuoto creato dal collega che parte, dall’altro la gioia per la nuova opportunità colta dalla stessa persona.

Negli ultimi 16 anni hanno fatto ingresso nel mio team persone che provenivano da esperienze completamente differenti. Ho avuto dai neo diplomati, ai calciatori, dai venditori di würstel agli allenatori dei pulcini di calcio. Persone selezionate ovviamente più per le attitudini personali che per le competenze. Vederli avere, dopo anni, l’opportunità di cogliere delle sfide professionali importanti, su aziende prestigiose che sicuramente non hanno ritrovato in loro solo attitudini, ma anche competenze trasversali, non può che darmi estrema soddisfazione.

Come può non essere il mestiere più bello del mondo quello dove il vero prodotto con cui hai a che fare tutti i giorni è il capitale umano.

Come può non essere il mestiere più bello del mondo quello dove sei chiamato a supportare altre persone nella realizzazione di se stessi e dei loro sogni.

Come può non essere il mestiere più bello del mondo quello dove ogni giorno hai a che fare con le emozioni.

Solitamente è al momento dei saluti finali che percepisci qualcosa. Quindi bisogna portar pazienza, ci sono collaboratori che restano con te pochi anni e altri decenni. In questo mondo di App, del tutto subito, bisogno accettare che quando si parla di persone il tutto subito non funziona. A volte sarà un gesto, uno sguardo, a volte solo una mezza frase. Non aspettatevi gesti plateali, ma è quasi sempre in quel momento che saprai se sei riuscito a creare un impatto positivo in quella persona.

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