S.M.A.R.T. GOALS si o S.M.A.R.T. GOALS no

By Michele Puccio | Formazione

Lug 17

 

Per il post di oggi prendiamo spunto dall’ultimo articolo di Brandon Burchard sul suo blog. Se vi guardate il video non sarà necessario leggervi anche l’articolo che vi sintetizzo. Praticamente Brandon sostiene che per favorire il raggiungimento di un obiettivo, la strategia S.M.A.R.T. non basta o meglio non crea le condizioni necessarie per spingere la persona verso il traguardo. Vi ricordo che un obiettivo è S.M.A.R.T. quando è:

Specific, cioè riferito ad un argomento ben preciso;
Measurable, dev’essere individuabile un metro di misura;
Attainable, cioè raggiungibile;
Relevant, nel senso che l’ottenimento del risultato prefissato dev’essere rilevante per il fine ultimo che ci siamo posti;
Time-Bond, ovvero dev’essere definita una scadenza temporale.

Per Brandon gli obiettivi dovrebbero seguire la logica D.U.M.B. ovvero:

Dream driven, ovvero l’obiettivo dev’essere allineato alla più grande visione della nostra vita ed al grande contributo che vogliamo rendere al mondo;
Uplifting, nel senso che il goal dev’essere fortemente positivo e dev’essere d’ispirazione per noi;
Method-friendly, cioè dev’essere metodico, o meglio se stiamo parlando di un goal ben costruito, questo deve spingerci a creare nuove abitudini e a realizzare nuove pratiche che ci spingano verso il traguardo desiderato;
Behavior-triggered, ovvero devono essere legati ad una forte convinzione motivante. Se io sto già facendo A e a questo aggiungo la convinzione B, inevitabilmente sono spinto verso il mio goal.

Se facciamo un confronto tra le due teorie è come se una si concentrasse sul nostro emisfero del cervello più matematico e l’altra sull’emisfero più creativo. E’ proprio per questo motivo che sono favorevole a dire che se vogliamo fare un lavoro perfetto non dobbiamo trascurare nessuno dei nove punti elencati sopra. Se da un lato è importantissimo essere visionari e farsi motivare dalle grandi ambizioni, sappiamo anche che nel quotidiano molti di noi o dei nostri collaboratori sono chiamati a fare tutta una serie di lavori noiosi e monotoni ed in questi casi parlare di motivazione sarà davvero dura. Pensate per un attimo a quando abbiamo qualcuno che deve chiamare almeno cinquanta aziende al giorno per il recupero crediti o a chi deve riordinare un archivio, pensate davvero di poterli affrontare tirando in ballo la visione e missione aziendale?

Buon goal setting a tutti!