Coerenza

Nei giorni scorsi, leggendo il libro "La scienza delle Organizzazioni positive" mi sono tornate alla mente le nozioni apprese durate la certificazione di coaching mBraining. L'mBraining è una tecnica di coaching nata per supportare i coachee nel loro percorso e lo fa sfruttando i 3 cervelli (Mente, Cuore, Pancia). Una delle prime nozioni che ti vengono spiegate è questa. Per favorire il dialogo tra i 3 cervelli devi favorire la coerenza cardiaca che a sua volta si regola attraverso una respirazione equilibrata. Una corretta respirazione favorisce il buon funzionamento del sistema nervoso autonomo che a sua volta favorisce il benessere generale dell'individuo.

Questa coerenza cardiaca può essere misurata con degli economici strumenti di bio-feedback. Ti rimando a questo articolo per approfondimenti sull'argomento.

Con l'articolo di oggi il mio intento non è quello di esplorare i risvolti scientifici dell'importanza della coerenza cardiaca, ma quello di fare una similitudine col mondo aziendale. Così come le l'essere umano ha una necessità biologica di coerenza e per il suo buon funzionamento deve allineare testa, cuore e pancia attraverso la respirazione, altrettanto devono fare le aziende se vogliono prosperare nel lungo periodo.

I 3 principali fronti di investigazione sono quelli di seguito riportati, ovvero dobbiamo accertarci che al loro interno ci sia una quanto più possibile perfetta coerenza:


  • Cultura e Ambiente

  • Scopo e Leadership

  • Processi e Procedure


E' importante che quello che diciamo, sia allineato con i fatti. Una pronunciata incoerenza in questi 3 ambiti, genera indecisione, incomprensione, sfiducia, perdita di direzione ecc. tra i collaboratori.

Affrontare la tematica della coerenza all'interno di un'impresa, non ha solo la funzione di creare un ambiente di lavoro più sereno. La coerenza non è necessaria solo per essere alla moda o per favorire i progetti di wellbeing, ma è una necessità a 360°, a beneficiarne saranno i dipendenti, ma anche i clienti e i fornitori.

Chiudo con questa mia convinzione. Soprattutto in un mercato del lavoro in cui i fenomeni della big resignation e del quiet quitting sono così diffusi, la #coerenza deve diventare un punto di riferimento per tutta la leadership aziendale.

Nell'articolo che ho condiviso settimana scorsa sul quiet quitting, veniva riportato l'esempio, molto frequente nelle aziende, di quei dipendenti, che solo dopo aver presentato le dimissioni, ricevono una proposta di aumento salariale. Questo tipo di controproposte non sono efficaci, soprattutto con le nuove generazioni. Quello che si verifica è un vero e proprio scontro valoriale. "Tu sei stato incoerente con me? E adesso non mi compri con i soldi." Magari nel nuovo lavoro il collaboratore non guadagnerà di più, magari anche il contesto non sarà migliore, ma la coerenza valoriale vince sull'incoerenza del soldo.

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